“Dove devo firmare?”

“Dove devo firmare?”

“Non c’è niente da firmare.”

“Mi avete detto che mio marito non si riprenderà mai, che resterà un vegetale, io voglio firmare per l’eutanasia.”

“Gliel’ho già spiegato, l’eutanasia in Italia è illegale. Lo sa che non si può fare.” Continua a leggere

Un po’ di chiarezza

In questi giorni la triste storia della morte della paziente gravida e dei due gemelli all’ospedale Cannizzaro di Catania ha sollevato molte polemiche e valanghe di articoli pieno di errori terminologici, conditi di niente, montato a fuffa, tanto che non posso esimermi dall’esprimere la mia opinione non richiesta. Continua a leggere

Ci siamo

“Ok. Ci siamo.”
Sto prendendo l’aperitivo in terrazza di fronte al mare della Spagna. Sono in ferie, sto da Dio e per 15 giorni, sempre troppo brevi, il mio pensiero più articolato sarà decidere se mangiare paella, o fideuà, a cena.

E, invece, la vita, come sempre, soprattutto quando si tratta di loro due, arriva come un treno a tutta velocità sotto forma di messaggio Watzapp e mi fa andare il vino bianco per traverso.

Ci siamo. Continua a leggere

Ricominciare

“I miei parenti non se ne vogliono andare, altrimenti chi le guarda le bestie e i campi? E se abbandonano tutto ora, con cosa potranno ripartire tra 6 mesi, o un anno? Con animali che non ci sono più e campi abbandonati?”

“Il punto è che, se non riaprono in fretta il panettiere, la macelleria e l’alimentari, il paese muore e se il paese muore come faranno a ripagare i debiti degli immobili che hanno comprato?”

“Mia zia non vuole andare a vivere da sua sorella, non può lasciare le galline.”

“La farmacia è ancora in piedi, ma a cosa serve una farmacia intatta, se nessuno viene a comprare?” Continua a leggere

Quaranta

Da ragazzina pensi che certi passaggi debbano essere sanciti da una serie interminabile di riti e cerimonie.
Lo pensavo anch’io e, poi, mi sono ritrovata la sera del mio ultimo giorno da trentenne, un turno di 12 ore e un trasporto in ambulanza con un’amica come infermiera e una nausea da viaggio, come non mi è mai capitato. Resto convinta che la colpa sia imputabile al tofu di merda mangiato in fretta a pranzo. Continua a leggere

Padri e figli

Sono le 18,oo e i parenti sono già usciti tutti, la nostra è una Rianimazione aperta, i parenti potrebbero restare fino alle 19,00, due per paziente, ma oggi si sono trattenuti un po’ meno e adesso il reparto è tranquillo e silenzioso, come piace a me. Copio gli esami sulle cartelle, ascoltando il ritmo dei monitor.

“Paola, scusa…” La OSS si avvicina al bancone e mi distrae dai miei pensieri: “Paola, alla porta c’è un signore che dice di essere il figlio del letto 1.”

Alzo la testa, sento la domanda, ma non la registro. “Il figlio di chi?”

“Eh, sì, del paziente del letto 1.” Mi lancia un’occhiata perplessa e torna ai suoi lavori.

Il paziente del letto 1 non ha figli. Continua a leggere

Aiuto.

Il camice piombato pesa più del dovuto, mentre, con le gambe appena divaricate, sosto come una guardia svizzera alle spalle del chirurgo, le braccia conserte e un silenzio anch’esso di piombo, se non fosse per il rumore del bisturi elettrico.

“Vuoi che ti chiami qualcuno?”

Nessuna risposta. Continua a leggere