Archivio mensile:gennaio 2013

I peggiori pazienti

Qualche giorno fa, durante il turno di notte, ho ricevuto una telefonata in Rianimazione: “Sono Maria (nome di fantasia), sono scivolata sul ghiaccio in cortile, mi sono fatta male a una gamba, non riesco ad alzarmi, venitemi a prendere.”.

Maria è l’ infermiera decana del reparto, stava venendo a fare il turno di notte, è una donna dolce, in reparto ci ha condotti tutti per mano. Ci si rivolge a lei per affidare un paziente delicato, per avere una spalla su cui piangere, per farsi dare la ricetta della sua incredibile mousse di gianduiotti. Continua a leggere

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Il catino

Fare un lavoro come il nostro significa applicare quotidianamente metodiche scientificamente studiate, che hanno negli anni, in tutto il mondo, portato a risultati statisticamente significativi.

Grazie, poi, alla tecnologia che permette di mettere in contatto in tempo reale professionisti di tutto il mondo e di divulgare i risultati a tutta la comunità scientifica, l’improvvisazione e l’esperienza personale non hanno più un valore preponderante. Si tende ad uniformare o protocollare il più scientificamente e asetticamente le procedure.

A  meno che non sia venerdì 17. Continua a leggere

Corsi & Congressi

Mi piacerebbe potervi dire che i luoghi comuni sui congressi e sulle peggiori nefandezze che si compiono durante, siano la pura verità.

In realtà, dovessi basarmi sulla mia personale esperienza, i congressi sono piuttosto noiosi e ridondanti, a volte puntualmente formativi, a volte nemmeno quello, ma esiste anche la possibilità che io sia una maledetta secchiona. O una sfigata.

Ma procediamo con ordine. Continua a leggere

PM

Avere un “medico in famiglia” resta nell’immaginario collettivo una grandissima figata. Un pò più prestigioso del parente veterinario, un pò meno utile dell’idraulico, è sempre un gran conforto sapere di poter chiamare senza imbarazzo per un consulto al volo.

Bene, sappiate che per il vostro parente medico non è così, soprattutto quando si viene attivamente coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico.

Innanzitutto chiariamo subito un concetto: l’intercessione del parente medico porta sfiga. E pure tanta. Continua a leggere

Pronto, Rianimazione?

Scommetto una birra che se vi chiedessi in che consiste il lavoro di Chirurgo, Internista o Ematologo, voi sapreste rispondere adeguatamente.

Adesso scommetto due birre che se vi chiedessi cosa fa l’Anestesista Rianimatore non sapreste cosa rispondere, o che, comunque, avreste un’idea vaga e parziale.

In parte questo è giustificato dal fatto che, se nella vita avete incontrato un Anestesista al lavoro, probabilmente dopo una manciata di minuti stavate dormendo. Continua a leggere

“I parenti del signor…?”

Il corso di studi in Medicina e Chirurgia è una roba a dir poco mortale. Lungo i 10 anni (6 per la laurea, da 4 a 6 per la specializzazione) e circa 60 esami vengono insegnate le basi del nostro complesso mestiere: dalla classificazione di Leucemie e Linfomi (raccomandata contro l’insonnia) a come mettere un catetere vescicale. Non esiste, però, in nessuna formula, un corso di comunicazione.
Questa cosa non va affatto bene, perchè c’è un piccolo particolare: se hai deciso di fare il medico, prima o poi, più prima che poi, dovrai dire al tuo paziente che è malato. Sembra banale, ma non lo è. Continua a leggere

Signori, in scena.

Dovete immaginare la Sala Operatoria come ad un palcoscenico con tanto di attori: chirurgo, anestesista, infermieri.

Il paziente è l’ospite d’onore, fa un trionfale ingresso all’inizio e poi tace per tutto l’intervento.

Non esiste il panico preoperatorio. Sì, certo, in alcuni casi la tensione è palpabile e in urgenza è tutta un’altra storia, ma nessuno di noi pensa che sta per tagliare un essere umano. In quel momento lì non avete la nostra compassione, avete tutta la nostra concentrazione. Continua a leggere