Dottor Stranamore

Esiste una leggenda metropolitana secondo la quale gli ospedali siano alcove vivacissime, luogo di tresche, tradimenti e colossali scopate. Io non so quali ospedali frequentiate voi, ma quelli che frequento io sono alquanto lontani da questo stereotipo. Un po’ mi dispiace smontare questa convinzione collettiva e vi ringrazio da parte di tutti noi per la fiducia, noi per i quali la nudità dei corpi ha perso da tempo l’esclusiva connotazione sessuale. Ma no, negli ospedali non si tromba più che in qualsiasi altro luogo di lavoro.Oddìo, potrei scrivervi un post chilometrico sulle situazioni piccanti, a volte ai limiti del ridicolo, alle quali ho avuto il piacere di assistere o di avere testimonianza diretta.

Il primo risale ai tempi dell’Università. Una sera mi fermai a dormire da una mia compagna per il ripassone pre-esame. Al mattino vidi uscire dalla camera dell’altra coinquilina un mio professore in mutande. Potete immaginare il mio sorrisone smagliante nel dire:”Buongiorno Prof, caffè?” Devo ammettere che il vecchio incassò da vecchia volpe:”Grazie Paola, volentieri.”

Durante la Specializzazione ricordo che facevamo a gara per andare a fare le visite anestesiologiche in un determinato reparto nel quale lavoravano a stretto contatto marito, moglie e amante in carica. Riuscivano a mantenere un aplomb invidiabile davanti ai pazienti, ma, non appena le due donne restavano da sole, continuavano a lavorare sibilandosi tra i denti: “Puttana!” “Cornuta!”. Un siparietto esilarante che poteva risollevare una mattinata noiosa.

Negli anni ho assistito a tradimenti, doppie famiglie e pesche a strascico. Ho anche visto qualcuno rovinarsi la vita a tutto tondo e qualcun altro trovare la felicità quella vera.

E’ anche capitato, a molti di noi in turno, di rispondere al telefono del reparto e sentire dall’altra parte:

“Sono la moglie del Dottor X, avete chiamato mio marito reperibile, posso parlargli? Ha il cellulare staccato.”

Il Dott X non è reperibile e di sicuro voi non l’avete chiamato. Ci va qualche secondo per rispondere in scioltezza:

“Abbia pazienza, ma sta lavorando, appena si libera la faccio chiamare.”

A quel punto parte il giro di telefonate ad amici e all’amante, quando si conosce, fino a rintracciare il fedifrago:

“Coglione, tua moglie ti ha cercato in reparto, stavolta ti ho coperto, la prossima non lo faccio più, se non ti degni nemmeno di avvisarci.”

“Grazie, grazie, a buon rendere.”

Oh, non sai quanto. Non ho l’amante per farmi coprire, ma ho appena trovato chi mi farà la reperibilità della notte di Natale.

Tutto questo per dire che se vi chiedete: ci sono delle zoccole? Sì. Ci sono dei puttanieri? Certamente. Ma adesso vi chiedo io, siete così sicuri che sul vostro posto di lavoro non ci siano? Da quello che mi dicono alcuni amici, lontani dal mio mestiere, direi che zoccole e puttanieri si distribuiscono in maniera standard.

Credo che le persone pensino che il lavoro notturno, gli spazi ristretti e le forti emozioni che caratterizzano il nostro lavoro, siano il substrato perfetto per stimolare l’istinto sessuale, ai limiti dell’animale, una sorta di antidoto alla morte e al dolore che viviamo ogni giorno.

Bene, se proprio lo volete sapere, dopo aver passato ore di adrenalina, con le mani immerse nel sangue, nel vomito o nella merda, vi assicuro che il sesso risulta assai meno appetibile di una doccia e un caffè. Anche perchè, per certe cose, un minimo di energia e di igiene personale ci vogliono, non tanto, ma almeno un minimo sindacale.

Quindi state pure sereni, se vi dovesse capitare di ritrovarvi in un ospedale di notte, sappiate che potete aprire le porte con una certa sicurezza. La probabilità di trovarvi davanti ad un laocoontico accoppiamento sono piuttosto scarse.

A ben pensarci, però, una volta, aprendo la porta della cucina del Pronto Soccorso, mi sono imbattuta in due colleghi, entrambi sposati, ma non reciprocamente, che si baciavano appassionatamente. Ma, santo cielo, erano anche le 4 del mattino di un turno di merda, io in cucina stavo cercando del caffè di conforto. Loro ci avevano trovato di meglio, come dargli torto? Con un sorriso e un pizzico di invidia ho richiuso la porta.

Vediamo tra quanto tempo qualcuno mi racconterà di questa tresca, Radio Ospedale è di rara efficienza.

 

 

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