Maghi, stregoni e fattucchiere

Non so quanti di voi abbiano mai sentito parlare dei Settimini, Sutmìn in piemontese. Secondo la tradizione rurale, i bambini nati di sette mesi che sopravvivono al parto sono dotati di poteri magici: sentono le “presenze” di una casa e sono in grado di curare le persone grazie ai propri doni. Le loro attività principali sono “scavallare i nervi”, “segnare i vermi” e togliere il malocchio solo grazie a qualche preghiera sussurrata (insegnata da Settimino a Settimino) e con semplici riti magici, che contemplano l’uso di aglio, erbe dell’orto e poco altro.

Nelle campagne in cui vivo in inverno si arriva serenamente a -20°C e posso, quindi, comprendere come, in un’epoca in cui si partoriva in casa, un bambino che sopravvivesse dopo una gestazione di soli 7 mesi potesse essere considerato “magico”, speciale, con poteri soprannaturali. Di sicuro era uno con un metabolismo con i controcazzi.

Da qui a investire il suddetto di poteri taumaturgici, però, ce ne corre, ma non è così. Qui, ancora oggi, nel pieno XXI secolo, ancora si ricorre ai Settimini.

Iniziamo subito con il dire che i nervi non si accavallano. I nervi decorrono, con arteria e vena corrispondente, in fasci vascolo-nervosi protetti. Per capirci, esistono dei veri e propri canali fatti di sierosa dentro i quali scorrono queste strutture. Pensate all’idraulico e all’elettricista quella volta che vi hanno rifatto il bagno. Nel pavimento hanno fatto un reticolo di guaine in cui far passare i tubi. Ecco, per il nostro corpo è la stessa cosa: percorsi obbligati e sicuri in cui decorrono le strutture nobili, che, come potete ben capire, non possono incrociarsi, e quindi “accavallarsi” con quelle limitrofe.

Mi spiace buttarvelo in faccia con brutalità, ma se vi compaiono dei bozzi duri e dolorosi, si tratta solo di contratture, un po’ di cortisone e antiinfiammatorio e passa la paura. Al limite potete ricorrere a un Fisioterapista, professionista laureato che potrà risolvere il vostro problema senza preghiere e decotti, ma solo manipolandovi con cognizione di causa.

Altro argomento spinoso sono i vermi. Ritornando sempre ad un’epoca antica, in cui la conservazione della carne era, a dir poco approssimativa, i cosiddetti vermi erano nient’altro che tenie, pressochè endemiche nei nostri progenitori. Non mi dilungherò nel dirvi che quattro preghiere e uno spicchio d’aglio sotto il cuscino potessero risolvere il problema. Semplicemente, ad un certo punto, l’individuo cresceva e la tenia veniva espulsa con le feci.

Potrei passare ore a parlarvi di decotti di chiodi di garofano per gli ascessi, di bambini che passavano ore a guardare nella bottiglia dell’olio per farsi passare l’orzaiolo, o della litania che si recitava per far guarire un patereccio al dito, ma francamente ho di meglio da raccontarvi.

Il punto è uno e uno solo: la magia affascina e ha, ancora ai giorni nostri, un grande potere persuasivo. Sono cambiati i metodi e il marketing, ma è molto lontana dall’essere debellata.

Proprio in questi giorni è scoppiato l’ennesimo caso, con tutti i suoi torbidi retroscena. Come al solito mi farò violenza per non giudicare, ma per provare a capire, con voi, il perchè di tali aberrazioni.

E’ difficile, fottutamente difficile, accettare una diagnosi infausta. Sentirsi dire che che si ha il cancro o che una malattia degenerativa ci condannerà alla dialisi 3 giorni alla settimana finchè uno, più sfigato di noi, morirà e ci donerà il proprio rene, è indigestro.

Crudele, incomprensibile e indigesto.

E questo lo capisco. Lo capisco molto bene, lo capisco di nuovo ogni giorno.

Così come capisco la radicata convinzione che non siamo solo carne, ma molto altro, un altro fatto di emozioni e sentimento. Come è possibile che quella parte non possa contribuire alla nostra guarigione? In realtà no. Non può, o può farlo solo in minima parte, quella fatta dalla volontà di guarire, di lottare fino alla fine, seguendo le terapie. E anche questo, in molti casi non basta.

Lo so, lo so che tutti voi avete storie da raccontarmi di gente che si è affidata a terapie alternative, abbandonando la medicina tradizionale ed è guarito, ma questi non sono esempi statisticamente significativi, questi non fanno casistica. 

Fate attenzione, non sto parlando di Medicina Alternativa. Quella ha un proprio valore, sostenuto dalla letteratura scientifica. Negli ultimi tempi mi sono messa a studiare Medicina Cinese, spinta più dalla curiosità scientifica che da interesse personale. Come dice sempre il mio maestro di Agopuntura:”Non vi venga in mente di curare un cancro o un infarto con gli aghi. Voi siete medici occidentali e qui non siamo nella Cina dell’Imperatore. La Medicina Cinese potrà integrare il vostro lavoro, ma non sostituirlo, potrete approcciare il paziente in tutti i suoi aspetti, ma uno non esclude l’altro”. Io mi fido di lui, esercita e insegna da 40 anni, non è proprio l’ultimo degli stronzi.

Quelli di cui vi sto parlando, invece, sono i farabutti, gli imbroglioni, quelli che scorgono le crepe create dal dolore e si insinuano, seminando il dubbio, la falsa speranza, quelli che gridano al miracolo pensando al portafogli, quelli che vogliono da voi solo i soldi e non la guarigione. Sono solo banalissimi soldi, anche se la chiamano cura. 

Non esiste una setta mondiale della Sanità che tiene segrete le terapie e i vaccini per cancro e malattie cardiovascolari per un semplice motivo: siamo mortali. Anche se in un felice giorno dovesse essere sconfitto il cancro, non temete: ci ammaleremo e moriremo di altro. Perchè questa è la nostra natura, è la nostra struttura. E’ l’infausta fine a cui siamo destinati: malattia e morte.

Se proprio la vostra sete di magia vuole essere appagata fate altro, che so, leggetevi la saga di Harry Potter, è davvero entusiasmante, io ne sono una fan accanita.

E sa solo Dio quanto vorrei poter impugnare una bacchetta e lanciare il peggiore degli incantesimi a tutti i delinquenti che, sfruttando la falsa speranza, lucrano su dolore e disperazione.

Avada Kedavra a tutti voi, maledetti.

 

 

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