Sciopero!

Domani, lunedì 22 Luglio, è stato indetto uno sciopero nazionale di 4 ore dei medici ospedalieri.

Le motivazioni dello sciopero sono il mancato rinnovo dei contratti dal 2009, con conseguente blocco degli stipendi e degli scatti di anzianità, il blocco delle assunzioni, il mancato reintegro dei colleghi andati in pensione e il numero sempre crescente di medici contrattisti che, pur garantendo la continuità assistenziale nelle strutture pubbliche, non hanno contratti a tempo indeterminato, senza alcuna prospettiva di essere, prima o poi, assunti, con la conseguente, e sempre maggiore, fuga di operatori dal Servizio Pubblico a quello Privato.

Questa è la motivazione ufficiale, la conseguenza di questa politica ve l’ho ampiamente descritta nei post precedenti. La situazione della Sanità italiana è arrivata a un punto di non ritorno. E’ arrivato il momento di decidere cosa farne, e bisogna decidere in fretta.

Quindi facciamo un bello sciopero.

Bene. Questo sciopero non servirà a un cazzo.

Nel mio ospedalino noi anestesisti abbiamo aderito in massa. Siamo, forse, il reparto nella situazione più drammatica in quanto a carenza di personale. Siccome siamo consapevoli di quanto dal nostro lavoro dipendano le attività chirurgiche, abbiamo avvisato per tempo gli altri reparti: “Noi lunedì non ci siamo. Ci saranno 3 persone tutto il giorno a garantire Rianimazione, Pronto Soccorso e Urgenze, ma tutti gli altri verranno solo dalle 12.00 alle 14.00”.

Questo semplicissimo comunicato, il cui significato poco si presta a fraintendimenti, è stato, comunque, sottovalutato. I colleghi chirurghi, forte dei luoghi comuni su noi anestesisti :”Brontolano sempre, ma tanto poi si fanno intenerire e addormentano tutti”, non si sono scomposti e hanno stilato ugualmente delle liste operatorie. Da far partire dopo le 12.00.

Ecco, questa è la più grossa presa per il culo che mi sia mai capitata di subire. 

E’ vero, è verissimo, noi anestesisti brontoliamo sempre, ma, alla fine li addormentiamo tutti. Perchè il nostro mestiere non è scaricare casse al mercato. I nostri “oggetti di lavoro” sono persone. Persone che aspettano di fare interventi da settimane o mesi, persone che, per venire in ospedale, si sono dovute organizzare con figli e nipoti: chi ha preso il permesso dal lavoro per accompagnarli, chi ha sistemato i propri turni per poter venire a fare la notte al nonno. Siamo molto ben cosci che il nostro lavoro termina una volta estubato il paziente, ma tutto l’indotto familiare ruota per giorni intorno all’atto chirurgico.

Il motivo per cui noi abbiamo avvisato prima i colleghi era volto esclusivamente a quello: “Avvisate i pazienti che si scala di un giorno, non fate liste operatorie di routine, perchè potremo garantire solo le urgenze.”

E invece no. Le liste sono state fatte ugualmente. In questo Paese dove lo sdegno si trasforma in mera lamentela, dove le prese di posizione cambiano con tale facilità, per cui non vengono nemmeno più prese sul serio, la nostra protesta non è stata capita:”Borbottano sempre, ma poi li addormentano tutti.”

E così, domani alle 12.00 timbreremo e inizieremo le nostre sedute e, benchè il nostro turno debba concludersi alle 14.00, credo che difficilmente riusciremo a smaltire tutto e, sì, li addormenteremo tutti anche questa volta, a costo di farli uno dopo l’altro fino a sera.

Io non so se verrà mai un giorno in cui saremo tutti così disperati e stanchi da fare davvero uno sciopero degno di tale nome. Uno sciopero che paralizzi il Sistema Sanitario. Una settimana, o un mese, durante il quale verranno garantite solo le urgenze.

Io non so se succederà mai e non so nemmeno quanto ci potrebbe davvero aiutare, quanto farebbe capire alla gente che il nostro è un grido di aiuto che interessa tutti. Io temo che in quel caso la gente penserebbe solo:”Che delinquenti. Con quello che guadagnano si mettono pure a scioperare.” 

Quello che so per certo è che domani, dal momento in cui, alle12.00 entrerò in Sala Operatoria, sarò, per i colleghi chirurghi la più grande cagacazzo, petulante e noiosa anestesista che abbiano mai avuto il dispiacere di incontrare. Perchè se non hai nemmeno capito che questo sciopero era per tutti noi, per il nostro futuro, ti meriti che io passi 2 ore a frantumarti i coglioni con il rinnovo dei contratti e il numero di nuove assunzioni che il nostro ospedale dovrebbe fare.

E no, dopo le 14.00, non addormenterò più nessuno.

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