Buon Natale

Perchè, poi, uno non ci pensa e crede che i ravioli saranno abbastanza?  E la carne? E chi ha detto che pensa al dolce? Perchè è Natale e siamo distratti dalle tante piccole faccende di un giorno speciale. Però non è così per tutti, c’è chi lavora, c’è chi, questa sera e domani e a Santo Stefano e a Capodanno è lì, in ospedale e lavora.

No, il nostro lavoro non è una missione, è un lavoro, ma è un lavoro maledetto, che non si ferma mai. E allora, se in questi giorni di festa non doveste stare bene, o la costina vi è andata di traverso, o l’appendice che era lì lì per infiammarsi, o i calcoli della colecisti non aspettavano altro che il pranzone per farsi sentire, c’è qualcuno che è lì che vi accoglie.

Ed è qualcuno che non è con la propria famiglia, quel giorno, qualcuno che vi aspetta e vi ascolta e vi cura. Qualcuno che, in teoria, avrebbe avuto di meglio da fare, ma è lì.

E allora, buon Natale. Buon Natale a chi è in Pronto Soccorso perchè sta male, a chi è in Pronto Soccorso perchè lavora.

Auguri a chi spende la propria vita in quel buco di posto che non è casa, ma tanto ci assomiglia.

Buon Natale a chi porta il panettone in reparto per festeggiare con gli infermieri un giorno che le persone normali passano in famiglia.

Buon Natale a chi non si accorge che è mezzanotte e non si fa gli auguri perchè è in sala operatoria e sta lavorando.

Buon Natale a chi si ripete che:”No, l’anno prossimo prendo ferie e non lavoro nelle feste” e, poi, ci ricasca e resta lì, timbrato, come un asino.

Buon Natale perchè la malattia non ha riguardo per nessuno, nemmeno sotto le feste.

Buon Natale, perchè abbiamo scelto così e così ci va bene.

Buon Natale, perchè per noi non c’è Natale, nè Capodanno. Perchè noi, se voi state male, ci siamo sempre.

Buon Natale, cazzo.

Buon Natale.

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