Perchè si è arrivati a Stamina

In questo blog non vi ho mai parlato di Stamina.

La mia scelta è stata molto precisa. Ho iniziato a scrivere qui per parlarvi di come e quanto la Medicina non sia solo una scienza, ma un insieme di tante cose, di relazioni e sentimenti. La Medicina cura l’uomo e l’uomo è un complicato insieme di meccanismi scientifici e emotivi. Quindi la Medicina stessa non può prescindere da entrambi gli aspetti.

Stamina non ha mai avuto nulla di scientifico, per cui non mi è mai sembrato argomento per questo blog.

Non vi ho mai parlato di Stamina e non ve ne parlerò nemmeno ora.

Quello di cui, invece, vorrei ragionare con voi è il complesso insieme di motivi per cui Stamina e il signor Vannoni abbiano avuto così tanto seguito iniziale.

Il dolore disperato dei pazienti e delle loro famiglie, la loro frustrazione nei confronti di uno stato di salute che non sembra risolvibile è cosa più che comprensibile.

Nessuno di noi vorrebbe mai trovarsi nella situazione di sentirsi dire che per se’ stessi, per i propri cari o, peggio, per i propri figli, non c’è speranza. Credo che ciascuno di noi farebbe della propria disperazione un motivo di resistenza disperata.

Non è, infatti, dei malati e delle loro famiglie che vi voglio parlare, la loro storia merita solo silenzio e rispetto.

Mi sono, però chiesta, nel corso di questi mesi, perchè ci fosse stata una campagna così forte a sostegno di una metodica che, a chiunque abbia un minimo di preparazione scientifica, o del buon senso, appariva esattamente per quello che era: una truffa. Perchè fidarsi così ciecamente di una teoria così nebulosa e inconsistente? Di un personaggio talmente ambiguo?

Stamina non è il primo di questi casi. Il precedente più famoso in Italia è stato quello, negli anni ’80 del dott. Di Bella. Ma ci sono delle differenze sostanziali.

A parte il fatto che il dott. Di Bella era un medico, cosa che il signor Vannoni (e voi non sapete la fatica che sto facendo a scrivere “signor”) non è, ma, soprattutto, Di Bella aveva, almeno, fatto la fatica di stilare un protocollo, fare delle sperimentazioni e portare dei risultati. Come, quanto e quali non è questo il momento di parlarne. Esistono fiumi di letteratura in merito. Io non credo a Di Bella, quanto non credo a Vannoni. Tanto per chiarirci.

Ma andiamo avanti.

Nel corso degli ultimi 50 anni, con una fortissima accelerazione negli ultimi 20, la figura del medico è andata incontro a una progressiva dequalificazione nell’immaginario collettivo. Da figura di spicco della collettività (assieme al sindaco, al prete e al farmacista), il medico è diventato una figura più amichevole, più arrivabile, quindi più criticabile.

A mio personalissima opinione ci si è fidati tanto di Vannoni, perche ci si fida sempre meno dei medici tradizionali.

Buona parte di questo è dovuto al fatto che si è allargata, e di molto, la forbice di studenti che si possono iscrivere a Medicina. La settaria Medicina, mestiere di solito scelto da una limitata nicchia di alta borghesia, diventa un mestiere arrivabile per molti. Badate bene, io sono tra questi molti. Io, femmina, figlia di genitori con la quinta elementare, 50 anni fa non mi sarei mai sognata di fare il medico. Avrei fatto, probabilmente, la parrucchiera, come mia madre, o la modista, come mia nonna, e credo che sarebbero comunque stati due lavori bellissimi. Ma non divaghiamo.

Una figura che da intoccabile diventa accessibile perde fascino. Fascino e rispettabilità. La mia nonna modista direbbe:”La confidenza rovina la riverenza.”

Se 50-60-70 anni fa si credeva al medico perchè non si aveva alternativa, oggi le alternative ci sono, tante, diverse, forse troppe e tutte accessibili e questo ha fatto credere che la Medicina non fosse, poi, una cosa così irraggiungibile, che bastasse essere un po’ curiosi e con una buona connessione internet per poter capire, sapere, sostituirsi, da pari, al medico e alla comunità scientifica tutta.

E la distanza tra paziente e medico si accorcia. Ma, se questa distanza era bene che venisse accorciata, perchè l’aura da santoni aveva portato alcuni medici a comportarsi da arroganti tromboni, la vicinanza è diventata sovrapposizione, con presunzione di sostituzione.

E il medico non solo non è più un riferimento, non è nemmeno più una figura amica, è diventato un nemico, uno di cui diffidare, uno che sicuramente, nell’immaginario collettivo, è mosso da interessi personali e non dalla scienza. Si grida a forte voce Malasanità! Si istiga, anche sui mass media, a dubitare, denunciare, aggredire i medici.

Perchè, ormai, in una società dove la perfezione va data per scontata, la malattia è sconcia, la malattia e l’imperfezione sono vergogne inaccettabili. E non è accettata la fallibilità del medico e della Medicina. Se siamo malati non è per la mortale natura dell’uomo, ma per l’errore di qualcuno. E quel qualcuno è il medico.

E tutto va a rotoli.

Il rapporto si spezza e nelle crepe si insinuano gli sciacalli. Le sirene che cantano la canzone che volevamo sentire, la canzone che ci ammalia, che ci promette la cura, la salvezza.

Lo so benissimo che i casi di malasanità esistono e vanno denunciati e puniti con forza. Quello che però non va bene è il cambiamento della mentalità, il partire dal presupposto che la malasanità sia da dare per scontata. Sia la base certa da cui, ogni tanto si differenziano pochi, rarissimi casi.

Se qualcosa di buono può portare il Caso Vannoni, io mi auguro che riporti la fiducia nei rapporti medico-paziente.

Che riporti la cura nelle mani più capaci.

Perchè la Medicina non è una scienza esatta, la Medicina è una guerra.

Una guerra che medici e pazienti devono combattere fianco a fianco e, come in trincea, si devono fidare ciecamente l’uno dell’altro. Per parare i colpi, per non creare crepe in cui si possano insinuare sciacalli e sirene.

Per quanto riguarda Vannoni, la mia natura e la mia etica mi impediscono di augurare la morte a chiunque. Anche a lui, anche agli sciacalli che si cibano dei corpi di coloro che stanno morendo.

Ma anche gli sciacalli sono mortali. Anche gli sciacalli si ammalano. E quando quel giorno verrà mi auguro che anche per loro ci sia una provetta sporca, contenente materiale contaminato, conservato nella cantina di un call center, da iniettare nel liquido spinale, senza anestesia. Il tutto al modico prezzo di qualche decina di migliaia di euro.

E così sia.

 

 

 

 

 

Annunci