Buon compleanno Blog!

Oggi è un anno esatto che scrivo questo blog.

Sono successe tante cose in quest’anno. Tante, tantissime. Belle, brutte, mediocri, ma comunque dense.

Un anno fa ero in piena crisi. Stavo male, per tante cose. Un periodo di dubbi, perplessità, di discussione di molti aspetti della mia vita.

Uno di questi era il mio lavoro. Una profonda e viscida frustrazione di fare un lavoro che non venisse compreso, che non fosse conosciuto, che fosse rimasto nell’ombra di quelle stanze senza luce naturale, a parlare con i corpi di pazienti in coma, con scarse e improbabili speranze di guarigione.

E allora stavo male, scalpitavo, mordevo un giogo che mi ero costruita da sola.

Per fortuna, in questi periodi della vita, ci sono gli amici.

Questo blog non sarebbe mai nato se non ci fosse stata l’amicizia di Simone e Laura.

Lei un’amica di tempi lontani, fatti di banchi di scuola e compagnia teatrale. Fatta della consistenza morbida e elettrica dei tempi del liceo. Lui un amico nuovo e inaspettato. Una disfunzionale, ma decisiva presenza che mi ha retto il braccio mentre, zoppicando, reggevo il suo.

Loro mi hanno aperto questo blog sostenendo che l’unico modo per liberare la mia frustrazione fosse quello di condividerla. Forse erano esasperati delle mie logorroiche lamentazioni e hanno voluto condividere con voi la noia di ascoltarmi. Forse hanno visto, in tempi non sospetti, un potenziale che io non avevo minimamente intuito.

Fatto sta che, se oggi sono qui a scrivere, lo devo a loro. E non credo che li ringrazierò mai abbastanza.

Questo blog è stato anche scritto perchè c’è anche chi porta molta pazienza.

Io scrivo spesso alla sera, molti di voi lo sanno bene.

E se scrivo alla sera è perchè c’è qualcuno che sparecchia, o mette i pigiami al posto mio.

Marito è una figura chiave di questo Blog. Per molti motivi.

Parlo poco di lui, ma non credo sia necessario farlo. Lui e le bimbe traspaiono in molti miei ragionamenti e pensieri. Lo so io, lo sapete voi, a volte mi chiedo quanto lo sappiano loro.

Questo blog non esisterebbe se non ci fossero i pazienti e le loro famiglie. Loro sono quotidiana fonte di ispirazione e riflessione. Fanno e dicono cose che ogni giorno rimettono in discussione ogni mia convinzione.

A volte penso che non dovrei essere così permeabile, che dovrei essere più protettiva nei confronti di me stessa e dei miei sentimenti.

Ma questa è la mia Medicina. Questo è l’unico modo che conosco di fare il mestiere di Medico.

Questo blog non avrebbe senso se non ci foste voi. Voi che mi dedicate del tempo leggendo, voi che vi disturbate a scrivermi, a rispondere, a commentare, ad aprire la vostra mente e i vostri cuori con me.

Mai avrei creduto, nemmeno nei miei sogni più arditi, di essere degna di tanta raffinata attenzione.

Quando ho iniziato a scrivere pensavo, come chiunque apra un blog, di scrivere cose talmente personali, da risultare noiose a chiunque altro che non fossi io.

Quanto mi sbagliavo.

L’epifania di scoprire che mettere per iscritto i miei più profondi dubbi e pensieri non fosse solo terapeutico per me, utile a mettere in ordine prima il cuore che la testa, ma che fosse anche il punto di partenza per confrontarsi, parlarsi e chiarirsi con tutti voi.

Questa, forse, è stata la cosa più sorprendente.

Ora è passato un anno e io sto bene. Sto molto bene. Le cose hanno ritrovato un ordine naturale e mi piace pensare che un ruolo chiave l’abbia giocato questo blog.

E allora auguri a Nessuno dice Libera.

Auguri a Simone e Laura.

Auguri a Marito e Bimbe.

Auguri ai pazienti.

Auguri a voi.

Auguri a me.

E, come direbbe mia nonna, “Cento di questi giorni”.

No, non è vero. Mia nonna avrebbe detto “Brindiamo.”

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