Medicina amara.

Il governo Renzi sta puntando moltissimo sulla riforma della pubblica amministrazione e sulla gestione dei dipendenti pubblici in generale.

Sul sito del Governo esiste una pagina dal nome Rivoluzione in cui vengono elencati i punti cardine di questa riforma e dove viene aperto uno scambio con i cittadini circa le opinioni e le proposte in merito.

Ecco, io già qui avrei qualcosa da dire. Se posso permettermi, un Governo che auto-proclama una Rivoluzione mi sa in parte di schizofrenico, in parte di regime sudamericano. Io, però, sono una un po’ maniacale sull’utilizzo delle parole, quindi non datemi ascolto, in fondo si tratta di un modo un po’ piacione per strizzare l’occhio ai cittadini. Ed era quello che volevamo,  qualcuno che facesse squadra con noi e non contro di noi, giusto?

Un’ altra cosa che mi ha stupito è stata che si chieda ai cittadini di esprimersi, con proposte e alternative, su un argomento in qualità di “datori di lavoro” dei pubblici dipendenti. Anche questa mi suona un po’ di piacioneria e non sono del tutto d’accordo. I cittadini dovrebbero esprimere le proprie opinioni con il voto e non con il governo diretto, in teoria la gestione della cosa pubblica dovrebbe essere il lavoro dei politici e non dei cittadini. In effetti, però, questo governo non è stato votato direttamente dai cittadini e forse è giusto, almeno in questa fase, chiederne, finalmente, un parere. Mh.

Ma andiamo ai contenuti.

Se avrete la pazienza di leggere tutti i punti, vi renderete conto di quanto sia difficile non essere d’accordo con le proposte: agevolazione dei part-time, snellimento della burocrazia, asili nido nelle strutture, ecc.

Non sono impazzita, non mi sono messa a fare l’opinionista politica: non mi interessa e non è il mio lavoro.

Io, però, sono dipendente pubblico.

Il comparto sanitario non viene minimamente menzionato nella riforma della PA e, ciò che non si comprende, è se questo “non detto” sia una volontaria dimenticanza, o una volontaria omissione, nell’attesa che la riforma prenda forma e si veda come e in che modo far rientrare, o meno, la Sanità nel calderone.

Una cosa certa è che i diretti interessati non sono stati interpellati. Ricapitoliamo: dici di voler coinvolgere i cittadini nel processo decisionale. Bene, ottimo. Poi, però, non coinvolgi chi quel lavoro lì lo fa davvero e, meglio di chiunque altro, ti sa dire, fin nei minimi dettagli, cosa va e cosa non va, dove potenziare e dove limare, dove valga la pena spendere e dove valga la pena tagliare. Questo non perchè siamo i più fighi, o i più intelligenti, ma solo perchè lì dentro ci siamo chiusi ogni giorno.

Così come io chiedo al mio amico agricoltore quando è il momento di piantare i pomodori, così mi sarei aspettata di essere interpellata nel caso di una riforma che coinvolga la Sanità.

Capiamoci, non sono animata da delirio di onnipotenza, non voglio essere interpellata IO personalmente, ma mi aspetterei che venisse chiesta l’opinione almeno di rappresentanti sindacali delle categorie.

Anche in questo caso va fatta una precisazione, io non sono sindacalista, non potrei mai fare il sindacalista, ma riconosco nei sindacati il portavoce delle esigenze della categoria dei lavoratori.

Niente. Pare che nessuno si sia degnato di chiederne l’opinione. E non è che i sindacati l’abbiano presa benissimo, diciamo. E, secondo me, non hanno nemmeno torto. Leggete qui. 

Vi propongo un gioco che fanno le mie figlie: “Facciamo che”.

Facciamo che la Sanità rientri nella riforma. Io mi sono chiesta che cosa comporterebbe e, come è mia abitudine, vi metto a parte dei miei inutili ragionamenti.

Innanzitutto il blocco degli scatti di anzianità. Dall’ingresso alla pensione prenderemmo sempre lo stesso stipendio, circa 2.500 euro al mese. Nonostante crescano le responsabilità lo stipendio resterebbe identico. Ora, io lo so benissimo che 2.500 euro sono un sacco di soldi, ma se li proporzioniamo alle responsabilità e all’impatto sui cittadini e sulla società sono pochini. Quale valore può avere fare bene un intervento e restituire alla società un giovane che ha un tumore al cervello e che, grazie al mio intervento, riprende a lavorare senza problemi e non resta disabile o, banalmente, cadavere? Questo lavoro ha lo stesso impatto sulla società di un direttore delle Poste? Non so, forse sì, vedete voi. In realtà a me cambia poco, gli scatti di anzianità in realtà li hanno già sospesi, quindi…

Ma portiamo il gioco a un livello più spinto. Facciamo che la riforma venga applicata in maniera ferrea, che tutti i dirigenti amministrativi vengano equiparati e che vengano livellati anche gli stipendi e facciamo che ci livelliamo tutti verso il basso, eliminando gli scatti di anzianità. Facciamo, però, che Renzi non ascolti Farinetti e che non ci passi tutti a 800 euro al mese, ma diciamo 1.500, come un infermiere.

La reazione immediata e spontanea sarebbe un licenziamento di massa di tutti i medici, forse non di tutti, ma sicuramente dei migliori. Perchè chi ha la certezza di avere una professionalità da spendere, non sta lì a farsi fare l’elemosina, perchè, che vi piaccia o meno, non è una missione, ma è un lavoro, per cui abbiamo speso soldi e anni di vita. Perchè per cifre così ridicole ci licenzieremmo dal pubblico e ci butteremmo sul mercato. Una proposta simile porterà solo alla proliferazione delle strutture private, dove i professionisti verrano pagati per il loro valore, dove le prestazioni saranno a pagamento e dove nel pubblico resterà solo chi non verrà mai richiesto nel privato. In questo modo sì che si verificherebbe una spaccatura nel paese tra chi può permettersi una sanità privata e chi no.

In questo modo il passaggio da sanità pubblica a privata avverrà non per mano della politica , ma per mano degli operatori stessi, così saremo finalmente il “Nemico pubblico numero uno”. Così faremmo bere noi la Medicina Amara ai cittadini. Faremmo noi, di forza, ciò che il governo non avrà mai il coraggio di fare.

Perchè arriveremo a quello, se continueranno a a ignorare la situazione. 

Ogni anno in Italia 10000 medici si laureano e 8000 non entrano in specializzazione, il sistema sta collassando e loro fan finta di dimenticarci.

Bene, noi siamo qui, a berci la medicina amara, aspettando di vedere, come e se, condividerla con tutti i cittadini.

 

 

 

 

 

 

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