Don Chisciotte e Sancho Panza

“Quindi hai accettato?”

“Cosa?”

“Come cosa? La mutua da medico di base, no?”

“Ah, già, no, non l’ho accettata.”

“Dimmi che stai scherzando.”

“No, Paola, ci ho pensato, non l’ho presa.”

“Io adesso ti meno, porca miseria, sei in graduatoria, hai i requisiti, ti hanno chiamato e vuoi restare qui in ospedale?”

“Eh, sì.”

“Non sei a posto, non stai bene.”

“Sai perchè ho rifiutato?”

“No, e non lo voglio sapere, io avrei preso la mutua.”

“Ascolta. Ho quasi 50 anni e sai una cosa? Questo lavoro mi piace ancora. Mi piace l’adrenalina di una chiamata urgente, mi piace spaccarmi la testa per capire che cosa ha un paziente, mi piace passare i giorni a seguirlo, stare dietro al suo metabolismo e alle sue richieste, a capire quello che vuole dirmi, senza poterlo fare.”

“Tu sei don Chisciotte, cazzo, come medico di base prenderesti 6000 euro al mese facendo due ore al giorno, qui prendi la metà, passando metà della tua vita qui dentro.Tu sei pazzo”

“Forse hai ragione, mai sai un cosa? Non me ne frega niente, io resto qui, dai miei pazienti, che vengono qui perchè non possono farne a meno e nemmeno io posso fare a meno di loro. Loro stanno male e non ne possono niente e io cerco di aiutarli. No, Paola, non posso andare via di qui, mi mancherebbero troppo.”

Maledetto Don Chisciotte, io sono Sancho Panza, quello che ti segue, quello che si fida, quello che pensa che tu sia completamente matto, ma nel giusto. Non so dove finiremo, ma d’altronde “Ognuno è come il cielo l’ha fatto, e qualche volta molto peggio.”

Tu sei meno peggio.

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