Le parole proibite

Adesso rilassate bene i cingoli scapolari con movimenti rotatori, rilassate i muscoli del collo e prendete fiato. Ora dite forte insieme a me, scandito bene, che si capisca, a lettere maiuscole: CANCRO. Con la erre ben pronunciata CAN-CRO.

Visto? Non è successo proprio nulla, non si è oscurato il cielo, non sono piovute rane, non si sono scatenate le piaghe d’Egitto.

Perchè la paura della malattia non si sconfigge con la paura del nome.

Perchè nel nome non risiede nessuna forza e, se lo pronunci forte e chiaro, hai già iniziato a curarti.

L’Innominato dei Promessi Sposi era in realtà Francesco Bernardino Visconti, annoiato signorotto razziatore delle campagne cremasche, che diventa uomo fragile nel momento in cui ascolta il pianto di Lucia. Il potente Voldemort, il mago il cui nome non può essere pronunciato, è in realtà un orfano sociopatico e violento, che viene sconfitto quando Harry Potter inizia a chiamarlo per nome.

Allo stesso modo, e perdonate le metafore, il cancro non è “un male incurabile”, “una brutta malattia”, è Cancro: un grumo di cellule impazzite che sfuggono al sistema immunitario e iniziano a proliferare a spese del nostro organismo.

Avere il cancro non deve essere motivo di vergogna, ma ragione di forza. Quindi diciamolo a voce forte e chiara: “Ho il CANCRO e faccio -altra parola proibita- la CHEMIOTERAPIA.”

Perchè la paura, che si annida nelle pieghe dell’imbarazzo della malattia, si sconfigge anche così, con le parole.

CANCRO e CHEMIOTERAPIA non devono offendere, perchè fanno parte dell’uomo come la FELICITA’ e la VITA stessa. Così come l’altro aspetto della malattia, che è la MORTE.

Prendere coscienza della mortalità è il primo passo per affrontare la malattia. Prima capiamo che una malattia può portare alla morte e prima iniziamo a curarci per non permetterglielo, perchè nasconderci dietro parole smussate dai significati, come “Brutta malattia”, è un modo subdolo per arrenderci ai fatti. E’ una “Malattia Incurabile” quindi perchè combattere?

No, è un CANCRO e c’è la CHEMIOTERAPIA, la RADIOTERAPIA, alla fine ci sono pure le CURE PALLIATIVE e la MORFINA, perchè, anche in quel caso, non verremo mai abbandonati nel nostro processo di cura, fino all’ultimo, per andarcene a testa alta e con dignità.

Un malato non ha più tempo per avere paura, deve essere aiutato da tutti, intorno a sè, e trovare il coraggio per affrontare il percorso terapeutico e, allora, alleniamoci tutti i giorni a usare queste armi linguistiche, nelle conversazioni: “Mia madre ha fatto la Radioterapia per il Cancro al seno e ora sta bene.” “Il bambino della mia amica ha la Leucemia, ma con la Chemioterapia sta molto meglio.” Affrontate, ogni giorno, la vostra piccola battaglia lessicale, vi renderà più forti, perchè più coraggiosi.

Dài, inizio io: Mio padre è morto di Cancro vent’anni fa.

Visto? Questo non intacca minimamente il mio amore e, quando penso a lui, non c’è posto ne’ per l’imbarazzo, ne’ per la paura.

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