La Legge di domani

Domani, 25/11/2015 entrerà in vigore il Decreto Legge  che determina l’adeguamento degli orari di lavoro degli operatori sanitari italiani alle norme europee.

Norme che sono nate nel 1993, modificate dal Parlamento Europeo nel 2000 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel 2003, dopo aver passato la Commissione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica e che diventa effettivo domani, nel 2015.

Dal 1993 al 2015 sono passati 22 anni, vedi come passa il tempo quando ci si diverte?

A voi il piacere di leggervi tutta la tiritera e le specifiche legislative. Io mi limiterò a riassumere i punti principali, ma soprattutto a descrivervi cosa sta già succedendo nei reparti e cosa, probabilmente, succederà nei prossimi mesi, che, poi, in realtà,  è quello che ci interessa.

Innanzitutto, dopo ben 22 anni dal suo concepimento, si è deciso di applicare la Legge in fretta e furia, non tanto perchè i sanitari fossero stufi di orari massacranti e senza riposi, ma perchè l’Europa ha minacciato lo Stato Italiano di infliggere multe salate, qualora non venissero rispettate le leggi europee. A questo punto, improvvisamente, gli stessi orari che fino a ieri venivano non solo tollerati, ma regolamentati dalle aziende stesse, da domani saranno inaccettabili, inammissibili, persino demonizzati.

Detto proprio in soldoni, la Legge stabilisce che un turno di lavoro non può superare le 12 ore e 50 minuti, che le ore settimanali non devono superare le 48 ore in 7 giorni (in un periodo spalmato su 4, o 6 mesi) e che tra un turno e l’altro devono passare almeno 11 ore di riposo.

Io ve la butto lì proprio grossolanamente, perchè poi, in questi giorni, se ne sentono di tutti i colori, con mille interpretazioni e sfumature differenti, ma a noi delle interpretazioni frega poco, a noi interessa la Legge.

Nei reparti sanitari è esploso il caos perchè questa applicazione rigida non viene rispettata praticamente da nessuno, in quanto, all’orario lavorativo standard si devono sommare i turni di reperibilità. E qui esplode il caos.

Si sono aperte vere e proprie scuole di pensiero sull’interpretazione filosofica del turno di reperibilità, sul riposo frazionato e su altre chimere che non vengono chiarite nel testo di Legge.

Le sigle sindacali rivedicano tutto questo come un successo e, da un punto di vista etico, lo è senza dubbio: finalmente viene riconosciuto il peso del nostro lavoro e la necessità che venga rispettato un periodo di riposo congruo, in considerazione del fatto che di mestiere non raccogliamo margherite nei prati, ma curiamo le persone e, per poterlo fare al meglio, sono necessari riposo fisico e mentale.

La natura stessa del nostro lavoro, però, è ciò che rende difficile la rigida applicazione delle norme. Se, ad esempio, devo ricoverare un malato allo scadere del turno delle 12 ore, come posso occuparmi di lui al meglio se, a metà del ricovero devo passare consegne al collega del turno successivo e stimbrare nel giro di un’ora? Forse per i profani questo sembrerà semplice, ma chiedete a qualche vostro amico che lavora in ospedale e sentite cosa vi risponde. Ve lo dico io: è molto difficile.

E se allo scadere delle 12 ore sto finendo l’ultimo intervento e devo solo svegliare ed estubare il malato (piuttosto che finire il giro visite, o refertare le ultime lastre), solitamente non chiamerei il reperibile per farlo venire qui per un’ora di lavoro.

E invece sì.

Perchè, e sia chiaro per tutti i colleghi, tutte le attività svolte al di fuori del pieno rispetto delle norme di Legge, non sono garantite dalla copertura assicurativa.

E’ chiaro il concetto?

Il vostro Direttore, collega sgamato, amico, o padre spirituale, possono dirvi ciò che vogliono, ma non siete coperti dall’Assicurazione e, in tempi come questi, se accettate questo rischio siete dei pazzi masochisti. Ve lo dico con affetto.

Ecco perchè dovete attenervi strettamente alle norme legislative.

Ora io le sento già le voci polemiche:”Ecco a cosa sono interessati i sanitari! Solo alle assicurazioni, mica alla tutela dei loro malati! Dei pazienti non gliene frega niente!”

Addirittura su alcuni quotidiani è già apparso qualche articolo che insinua il dubbio che il rispetto delle norme non sia altro che l’evidenza di quanto siano statalizzati e fannulloni i sanitari che, dopo quasi 13 ore di lavoro, si vogliono riposare.

Io  non so voi, ma a me è capitato più di una volta che dopo 13 ore  (ma bastano anche 12 ore lavorate senza sosta) io non sia più buona per fare niente, spesso mi è capitato pure di sbagliare strada tornando a casa, soprattutto se si trattava di un turno notturno e io non credo che esista paziente al mondo che desideri un medico stanco e deconcentrato a tutelare la propria salute. Gli errori di distrazione e stanchezza aumentano esponenzialmente una volta superate le 6 ore lavorate continuativamente, cosa pensate che succeda oltre il doppio del limite?

La cosa buffa, in questi giorni, è la totale confusione nei reparti. Noi siamo fortunati, abbiamo un primario attento e molto presente, che da mesi cerca di organizzare i turni nel rispetto degli orari e da domani, con alcuni accorgimenti, ci faremo trovare pronti e preparati. Ovviamente per un mese dovremo ridurre le ferie per garantire lo stesso volume dei servizi, ma dopo Natale cosa succederà?

I conti tornano finchè tutti si sacrificano, ma dopo le vacanze natalizie, quando le sale operatorie riprenderanno a pieno regime, alcune sedute operatorie dovranno essere tolte, perchè non ci saranno sufficienti anestesisti e le ferie possono essere bloccate per un periodo limitato di tempo, per non parlare del fatto di ciò che accadrà alla prima epidemia influenzale tra il personale. I piccoli ospedali sono quelli che andranno incontro a maggiore sofferenza, perchè partiranno già con risorse insufficienti e l’unica possibilità sarà l’accorpamento del personale di strutture vicine, per evitare l’allungamento delle liste d’attesa, con il conseguente insufficiente servizio alla popolazione e la minaccia di chiusura, che da anni incombe sulle piccole strutture. Un’altra possibilità sarebbe quella di promuovere nuove assunzioni e da ieri circolano voci che parlano di 3000 nuove assunzioni che hanno tanto il sapore del miraggio e della pentola di monete d’oro alla fine dell’arcobaleno. I direttori più coraggiosi hanno anche suggerito di sbollare nel rispetto degli orari e poi di continuare a lavorare fuori sbollatura. Ecco, vedete di non farvi fregare in questo modo, perchè vi ricordo che si chiama “volontariato” e, fino a prova contraria, sono io che decido come impiegare il mio tempo libero e nessun altro.

In questi giorni molti primari hanno temporeggiato in attesa di deroghe, proroghe, sospensioni che arrivassero dall’alto, magari dal Ministero stesso, ma, siccome il Ministro Lorenzin, proprio in questi giorni,  è troppo occupata a garantire la sicurezza sanitaria durante il prossimo Giubileo, piuttosto che occuparsi della sicurezza di tutti i suoi sanitari all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, io, cari colleghi, vi consiglio di tutelarvi da soli, senza aspettare che l’aiuto vi venga dall’alto.

Rispettate gli orari, rispettate i riposi, rispettate i vostri pazienti tutelando la vostra salute fisica e concentrazione, perchè l’unica cosa che vale nel nostro lavoro è il rapporto tra noi e loro, che è delicato e prezioso e deve essere tutelato.

Tutto il resto è solo fuffa e politica.

Buon lavoro a tutti, soprattutto ai colleghi (e ce n’è uno per ogni reparto) che in questi giorni stanno facendo i turni creando nuovi incastri e possibilità.

Tenete duro, l’abbiamo sempre fatto e lo faremo ancora.

 

 

 

 

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