Quaranta

Da ragazzina pensi che certi passaggi debbano essere sanciti da una serie interminabile di riti e cerimonie.
Lo pensavo anch’io e, poi, mi sono ritrovata la sera del mio ultimo giorno da trentenne, un turno di 12 ore e un trasporto in ambulanza con un’amica come infermiera e una nausea da viaggio, come non mi è mai capitato. Resto convinta che la colpa sia imputabile al tofu di merda mangiato in fretta a pranzo.

Al ritorno, ancora qualche altra piccola gabola al lavoro, che così piccole non sono mai, ma il trucco per non farle diventare tragiche è domarle con un buon caffè, che la mia amica tedesca sa fare da Dio e così anche il collega ringhiante addiviene a più miti consigli e si addolcisce nell’uomo tenero che è. Arrivano anche i cambi e il caffè diventa risate e tutta contenta esco, il tofu ancora sullo stomaco, nonostante la bottiglietta di Coca Cola delle macchinette, bevuta a canna.
Esco, stimbro e c’è un bel sole rosso e obliquo di tramonto, tiro fuori i miei occhiali da sole nuovi, li ho comprati apposta, e torno a casa.
La cagnina prova a scappare dal cancello, ma subito dopo si accuccia come una scema, così si fa portare in braccio in casa, poi le bimbe e il marito e il non aver voglia di altro che non sia un frutto e un pezzetto di formaggio, oltre alla nausea, forse ho pure la cistite e, quindi, dopo il formaggio di mia cognata, che una meraviglia,  butto giù una bicchierata di Monuril.
Poi chiedo scusa, ma ho bisogno di andare a letto, mi lavo, mi preparo, chatto con le mie sorelle come fossero qui, poi arriva lui ridacchiando che le bimbe vogliono dormire con me, il sorriso è perché, in questo modo, lui dorme bello comodo. Poi passa veloce, mi accarezza e con faccia preoccupata:”Ma non starai dimagrendo troppo?” Io alzo il sopracciglio e lui fa lo scemo e buonanotte.
Infine sono qui, al centro del lettone, le ragazze di fianco, vogliono che vada avanti nella lettura di Harry Potter e la Pietra Filosofale e come potrei rifiutarmi, a questo capolavoro?
Dopo le risate, gli occhi cedono, i respiri si fanno lenti, allungo la mano e spengo la luce.
Va bene 30 anni potete restare qui così questa notte, a respirare immobili sopra di me come le bimbe. Mi avete dato tanto, salutiamoci con amore e lasciamo posto ai quaranta.
È ora di nuove avventure e sfide.
Con amore, Paola.

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